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Facciamo rotta su Algeri e non solo…

… Visitare l’Algeria ed in particolare il nord di questo paese, a partire dalla capitale, non è certamente cosa facile, non solo perché si tratta di un paese poco noto in Italia ed anche poco battuto dal turismo di massa oltre che finora da quello responsabile, spesso collegato nel nostro immaginario a un passato coloniale e terroristico sanguinoso, ma anche semplicemente per il fatto che è sicuramente un paese pieno di storia ad ogni suo angolo.

Camminando per le vie di Algeri, infatti, è facile ritrovarsi in un batter d’occhi proprio in quel punto, sulle alture della Casbah, centro storico della città, di epoca ottomana, dove secoli fa fu sancito l’inizio della colonizzazione francese; così come, a pochi metri, quasi nascosta, si può scorgere l’antica insegna che riporta il nome originario della capitale, Icosium; o ancora, allontanandosi dal centro, ci si può sedere davanti al mare nella splendida località di Tipaza dove Albert Camus compose molte delle sue opere, tra cui la raccolta di racconti “L’estate” del 1954… E poi, sulla strada di ritorno, ci si può fermare alla Madrague, una delle migliori spiagge del litorale algerino e fare due chiacchiere con Masiva, giovane ceramista che predilige uno stile molto semplice e lineare per le sue creazioni che traggono ispirazione dalle simbologie tipiche dei gioielli berberi, in particolare della sua regione, la Cabilia. Una volta tornati in città, per rimanere in vena artistica, si può fare in salto dai fratelli Kamel e Nabil Belazzoug, ceramisti da generazioni, dal tocco più tradizionale ispirato ai tre principali stili decorativi dell’arte ceramica algerina: arabo-moresco di origine turca, berbero tipicamente algerino e “tassili”, caratteristico delle pitture rupestri delle grotte del deserto algerino.

Dopo aver gustato in loro compagnia un buon kalb al-louz (letteralmente “cuore di mandorla”, dolce tipico della città di Costantina ed ormai dell’intera Algeria, a base di semola, mandorle, fiori di arancio e miele) e un tè alla menta, parlando di arte, perché non passare a salutare Maya, responsabile del progetto RES’ART dell’associazione FEMMES EN COMMUNICATION, una rete di donne algerine artigiane impegnate nella salvaguardia delle più antiche tradizioni artigianali del paese, ma anche nella creazione di un’arte nuova, misto di tradizione e modernità?

Per concludere la serata, la Maison Lahlou è sicuramente il miglior posto: ristorante a conduzione famigliare, nato dall’idea geniale di Sidali, già produttore di couscous e dei suoi derivati, ideatore di una linea di couscous aromatizzato (al basilico, all’origano, al timo ecc.) nonché del primo couscous senza glutine a base di mais o di riso… Il migliore sulla piazza algerina anche perché prodotto ancora nella maniera tradizionale, senza macchinari, grazie unicamente alla bravura di centinaia di donne della Cabilia, regione montuosa a nord-est dell’Algeria dove il couscous è il piatto forte! Con Sidali potremo gustare ma anche scoprire tutti i segreti più reconditi della migliore cucina algerina… Allora, cosa aspettate a partire?

 

Di Maria Paola Palladino presidente Associazione di volontariato  italo algerina Jawhara

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