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Albania, una e mille – Diario di viaggio Da Himara a Ksamil, nel cuore del Mediterraneo

Aggiornamento: 7 ott 2022


Ancora più a sud, verso l’estremità più meridionale dell’Albania, a pochi passi dalla Grecia e dall’isola di Corfù! Oggi il nostro viaggio è iniziato con una squisita colazione proprio in riva al mare, di fronte all’imponente castello di Ali Pasha Tepelena. Un luogo molto affascinante, non ancora scoperto dal turismo di massa, dove ci ha fatto da guida la bravissima Kozeta Noti.

Kozeta è una docente universitaria di Tirana, molto esperta di storia e cultura albanese, che ci ha davvero colpitie e subito fatti affezionare a lei. Così la ritrae la nostra compagna di viaggio Patrizia:  “E’ una donna molto colta, ironica, profondamente legata al territorio. Mi piace pensare che Kozeta rappresenti tutti queli albanesi che sono fieri di esserlo, aperti, in grado di analizzare le contraddizioni del loro paese per superarle, con la capacità di prendere quello che di buono ha dato il passato per convertirlo in un progetto futuro di cui l’Albania ha grande necessità”.

Salutata Kozeta e il castello di Ali Pasha, ci siamo quindi diretti a Saranda, e da lì abbiamo raggiunto Butrinto, uno dei più affascinanti siti archeologici del Mediterraneo, patrimonio mondiale tutelato dall’Unesco. Il sito, scoperto e scavato da un archeologo italiano a inizio Novecento, Luigi Maria Ugolini, è oggi un luogo davvero unico: su una piccola penisola che si trova al centro di una grande laguuna ricca di biodiversità, è possibile facendo solo pochi passi ammirare un teatro greco, una basilica bizantina, fortificazioni ottomane… insomma, un vero e proprio condensato di storia! La giornata si è conlusa nella cittadina di Ksamil, poco distante, con un’abbondante cena a casa della famiglia di Artin, un ragazzo giunto sul posto insieme ai suoi genitori alla fine degli anni Novanta, come gran parte della popolazione locale, in seguito a una forte migrazione interna dalle zone di montanga. Oltre alla loro ospitalità, abbiamo potuto apprezzare la disponibilità di queste persone a raccontarci la loro storia e a riflettere insieme a noi sulle difficoltà che non solo Ksamil, ma anche altre zone dell’Albania, stanno vivendo a causa di conflitti sulla proprietà delle terra e sull’abusivismo edilizio.

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