Il ciclope
- Staff Viaggi Solidali

- 8 giu
- Tempo di lettura: 1 min
di Paolo Rumiz
Feltrinelli, 2015
Stanotte sono davanti a quella cosa che fanno di tutto per nasconderci e che ci salverebbe dal naufragio: il senso del limite.

Il ciclope
l’autore va a dividere lo spazio con l’uomo del faro: si attiene alle consuetudini di tanta operosa solitudine, spia l’orizzonte, si arrende all’instabilità degli elementi, legge la volta celeste. Gli succede di ascoltare notizie dal mondo, e sono notizie che spogliano l’eremo dei suoi privilegi e fanno del mare – anche di quel mare apparentemente felice – una frontiera, una trincea. Il faro sembra fondersi con il passato mitologico, austero Ciclope si leva col suo unico occhio, veglia nella notte.
Paolo Rumiz
nato a Trieste nel 1947, è un giornalista e scrittore italiano Ha seguito gli eventi politici che, a partire dagli anni Ottanta, hanno prodotto profonde trasformazioni nell’area balcanica. Appassionato viaggiatore di viaggi lenti e consapevoli, effettuati a piedi o con mezzi di fortuna, indagatore delle terre di confine e dei luoghi dimenticati.





What a profound perspective! The artistic solitude of the lighthouse keeper is suddenly shattered by the harsh reality of the outside world, transforming the sea into a turbulent battlefront. It's similar to the feeling of solving Quordle wordle puzzles every day—in the quiet space of absolute concentration, our minds silently decipher each letter while simultaneously straining towards the horizon to uncover hidden rules in a dramatic intellectual battle.