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Albania, una e mille – Da Tirana a Scutari, tra storia e solidarietà

Aggiornamento: 7 ott 2022


Lasciata la capitale, in mattinata abbiamo infatti visitato la cittadella di Kruje, patria dell’eroe nazionale albanese Skanderbeg, che contro i turchi lottò a lungo nel XV secolo. Oggi la “sua” città ha però curiosamente un’atmosfera tipicamente ottomana, con il bellissimo bazar dove è possibile acquistare antichità e oggetti d’antiquariato, e l’interessante Museo Etnografico, situato in un’abitazione di due secoli fa, dove è possibile capire come fosse la vita quotidiana degli abitanti di Kruje durante la dominazione ottomana.

La tappa successiva è stata una vera e propria sorpresa: un gustosissimo pranzo nell’agriturismo di Mrizi i Zanave, nel villaggio di Fishta, l’unico Convivium di Slow Food in Albania. Tutti prodotti a km 0 e biologici, cucinati secondo le ricette tradizionali della regione.

Poi, mentre il cielo si oscurava annunciando una pioggia rinfrescante (benvenuta, visto il caldo del primo giorno!) l’arrivo a Scutari, la principale città del nord del paese. Qui non sono davvero mancanti gli incontri di carattere sociale e solidale, a partire da quello con il direttore e il personale del Villaggio della Pace, dove abbiamo poi pernottato: un centro costruito nel 1998-1999 per ospitare i profughi kosovari, e che oggi sostiene le fasce più deboli della popolazione, le donne e i bambini rom.

Molto affascinante anche la visita della fototeca Marubi, dove sono esposte antiche fotografie, scattate verso la metà dell’800, che permettono di capire come si vivesse in città in questo passato ormai lontano.

Insomma, come scrive Paola, una delle nostre compagne di viaggio: “Albania? In vacanza? Quella dei barconi pieni di disperati che conquistarono le coste pugliesi come i turchi a Otranto? Quante cose non sappiamo noi, appena al di là di quello stretto mare!

Bisogna andare a vedere le città, i paesi, le montagne, i fiumi ed i laghi che stanno dietro ai porti da cui si staccavano i barconi. Bisogna sentire le storie, leggere le scritte sui muri, ascoltare le persone che sono rimaste al di là del mare…”.

I viaggiatori del tour “Albania, una e mille”

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