IL NOSTRO 25 APRILE...

Pedalata resistente, #25aprilesottocasa e #bellaciaoinognicasa

Quest’anno, è stata una Festa della Liberazione, passata in casa per tutti noi. Noi però vogliamo raccontarvi come è stato il nostro 25 aprile…

…fatto di persone,
distanti ma unite!

Pedalata e camminata resistente

Lock Down Edition

Quest’anno la Pedalata Resistente, iniziativa promossa dagli amici di Ciclocucina e Greentoso, è stata “virtuale”, per via del COVID 19: una “lock down edition”, edizione molto speciale, a cui non potevamo di certo mancare!!!
Si è pedalato sui rulli, i più piccini sono andati in monopattino sui balconi, c’era chi correva su un tapirulan… Ognuno da casa propria ma tutti insieme connessi in una video chat in diretta su Facebook!

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Lo staff di GREENTOSO collegato online per la pedalata

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Fabrizio di CICLOCUCINA, connesso anche lui online e in bici per la diretta

Anche noi di Viaggi Solidali c’eravamo

grazie ai contributi di alcuni nostri stretti collaboratori

Come il nostro socio, antropologo, docente di Antropologia delle Migrazioni e di Antropologia sociale, Francesco Vietti, che ci ha esortato a continuare a sognare e a impegnarci per un mondo senza confini e senza frontiere perché è un mondo possibile e si può anzi si deve (clicca qui per la diretta).
A seguire,  il nostro accompagnatore dei viaggi in Bosnia, Eric Gobetti, storico, studioso del fascismo, seconda guerra mondiale e storia della Jugoslavia nel Novecento, che ci ha condotti tra i partigiani in Montenegro (clicca qui per la diretta).
Infine, Hassan Khorzom, nostro accompagnatore interculturale delle passeggiate Migrantour Torino. Un “partigiano siriano”, iscritto all’ANPI, che, raccontando della sua esperienza diretta con la guerra e la resistenza in Siria, ci ha ricordato come i giovani debbano esser orgogliosi di quello che i nonni hanno fatto per il futuro del proprio paese (clicca qui per la diretta).

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Hassan, nostro accompagnatore interculturale MIGRANTOUR

Lui lo sa bene… La liberta’ dell’individuo non ha prezzo e non si contratta.

#25aprilesottocasa

In visita alle lapidi dei partigiani vicino a casa, nel rispetto dei divieti 

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Tanti piccoli cortei “familiari” o comunque a piccolissimi gruppi dal portone di casa alla più vicina lapide partigiana: una proposta che coniugava il desiderio di non rinunciare a scendere per strada per il 25 aprile, ma allo stesso tempo rispettava le restrizioni anti-coronavirus. Questa l’iniziativa “dal basso” di un gruppo di torinesi che ha creato un “tam-tam” che ha superato i confini della città, se non quelli regionali.
Anche lo staff di Viaggi Solidali ha aderito all’iniziativa (cliccando qui potete vedere tutte le foto a testimonianza della nostra partecipazione), ognuno davanti alla lapide leggendo una cosa, intonando un canto o lasciando, più semplicemente, un fiore… e scattando una foto raccolte poi da La Repubblica qui.
“Vorremmo che la Liberazione fosse anche un piccolo segnale verso un ritorno alla normalità – spiega Michelle Di Giusto, una dei promotori dell’iniziativa – Questa non vuole assolutamente essere una provocazione, ma crediamo che sia giusto farsi vedere in strada in una data così importante, scendere sotto casa con i propri figli, entro i 200 metri dall’abitazione, rispettando le limitazioni imposte dall’emergenza Covid. E sarebbe interessante se davanti alle lapidi si creassero code di persone in attesa di porgere il loro omaggio, come quelle che si formano davanti ai supermercati”.
L’archivio online dell’Istoreto, l’Istituto storico piemontese per la resistenza, ha pubblicato il catalogo di tutte le targhe ai caduti della Resistenza.
Pietro Cingolani, altro sostenitore dell’iniziativa ha dedicato un articolo in cui ci propone una riflessione interessante sul contagio e l’isolamento di queste settimane, a partire proprio da questo #25aprilesottocasa.

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Michelle Di Giusto e Francesco Vietti, socio di Viaggi Solidali, fautori dell’iniziativa

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Maria Paola Palladino, socia di Viaggi Solidali, davanti a una lapide che ricorda anche la partecipazione femminile alla lotta per la resistenza

#BellaCiaoinognicasa

Un’invasione di memoria 

Il 25 Aprile, alle ore 15:00, dai nostri balconi abbiamo cantato e ballato “Bella ciao”, aderendo al flashmob lanciato all’ANPI – Associazione Nazionale Partigiani Italiani, perché la memoria non è solo un ricordo ma una conquista quotidiana.
Quest’anno ricorreva il 75º anniversario della liberazione dal Nazifascismo. 75 anni di coraggio, di dignità, di resistenza, di libertà di pensiero per il nostro Paese, ferito dalle conseguenze di una guerra che ha lasciato profonde ferite nella nostra memoria.
Sulle montagne, nei fienili, nelle campagne i cittadini riuniti intorno al comitato nazionale di liberazione diventavano partigiani, uomini che si sono sacrificati per contribuire alla liberazione dell’Italia dai nazisti. I nomi dei caduti sono scolpiti nella pietra di tantissimi territori, il loro canto ha riempito le nostre piazze fino a quando queste potevano essere gremite di gente.
Questo canto è un inno mondiale alla libertà, alla dignità di interi popoli oppressi che trovano nella parola “partigiano” il coraggio di ribellarsi a ogni tipo di invasore.
È per noi un dovere dare spessore alla memoria storica, trasmetterla alle nuove generazioni, spiegare che la libertà di oggi è il frutto del sangue di ieri.

Il 25 aprile è e rimarrà la Festa della Liberazione
e della Resistenza!!!

Per questo crediamo che sia importante NON DIMENTICARE perché RICORDARE E’ RESISTERE e vogliamo farlo, oggi più che mai, rivolgendoci a loro, i più piccoli, i più giovani… Le nostre future generazioni con questo video, realizzato con la preziosa collaborazione della maestra Ivana Novello, nostra cara amica, che ci ha regalato questo pezzo di sua storia di vita vissuta.
“[..] è la nostra vita che può dare significato e una ragione rasserenatrice e consolante al sacrificio di coloro che hanno combattuto per la libertà, e dipende da noi farli vivere o morire per sempre. […] cercare cosa fu la resistenza vuol dire indagare dentro di noi che cosa è rimasto vivo della resistenza nelle nostre coscienze; che cosa si è tramandato in noi di durevole e quotidiano da quel tempo che già par leggendario, e cosa ci sentiamo ancora capaci di tramandare di quel tempo a coloro che verranno dopo di noi.” (cit. P. Calamandrei)

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