IL SAHARA DI BARBARA

Diario di viaggio di Barbara Pandolfi

Barbara è stata in Marocco a dicembre e ci racconta così il suo Sahara… Buona lettura!!!

Lascio la 4+4.
Davanti a me solo il silenzio e la luce.
Luce che parla, riempiendo il silenzio e svelando ombre e colori. Riverbero del sole che si prepara a concludere la sua corsa, riflessi pallidi della luna che, già alta nel cielo, mostra fiera la sua crescita verso la pienezza. Bagliori dorati di dune dolcemente accarezzate dal vento della sera che muta impercettibile le loro forme e crea profondità nuove.
La sabbia avvolgente e calda, accogliente come le braccia di un amante, riscalda il cuore e lo inonda di pace tranquilla. Solo luce e silenzio, come un invito verso l’infinito.
Anche la mia ombra si allunga, deformando l’immagine che ho di me stessa, lasciando spazio all’inedito.
Poi un respiro vicino. Una sagoma riempie la sabbia, un ruvido contatto interrompe il mio pensiero.
E’ arrivato il dromedario condotto da un ragazzo poco più che bambino. Silenzioso anche lui, piccolo dentro l’immensità, non può riempirne il vuoto. I suoi gesti però sono antichi, rapidi, sapienti…ripetuti da secoli. Da quando l’uomo ha imparato a farsi amici gli animali del mondo?
Il dromedario si china con una sua grazia leggera, si accuccia nella sabbia calda e, mentre il giovane ne abbassa la testa, mi mostra il dorso e quasi mi aiuta a salire. Un attimo e si innalza, con movimenti determinati e decisi, recuperando una fierezza che il gesto del giovane non poteva toglierli del tutto.
Nell’ombra della sera la mia immagine si riflette nella sabbia, altissima e irreale, sopra la testa del bambino che inizia a guidare la bestia.
Mi muovo al ritmo di una danza che non conosco, ma che il mio corpo riconosce in una memoria ancestrale che deve essere, nascosta in qualche anfratto, dentro di me.
La sabbia diventa sempre più rossa davanti a noi, sempre più fredda e il vento da brezza leggera si muta in soffio penetrante. La notte si avvicina e il sole sta per lasciare il posto alle stelle; deve scomparire per rivelarle, è questo l’accordo..
L’oscurità rende il silenzio gigantesco, enorme, immenso. Il dromedario non fa rumore e neppure il ragazzo. Sono con loro ma sono sola. Un brivido mi percorre e insieme mi affascina.
I pensieri riempiono il vuoto, il mio, mentre la terra diviene sempre più nera.

“O mio cuore dal nascere in due scisso quante pene provai per farne uno” (Saba, preludio e fughe)

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