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Il mio Ecuador – 2° parte

di Marisa

Otavalo, S. Barbara di Cotacachi

Abiteremo a S. Barbara, nella famiglia indigena per tre giorni, siamo subito fuori dalle strade asfaltate, fango e buchi sulle carrarecce, siamo tra due vulcani, nel cratere collassato e tutt’intorno è molto verde, coltivato. Lo sguardo vaga tra acque cristalline che scorrono in fossati, piante di agave che fanno da bordo sulle strade. Si coglie subito che qui si vive, soprattutto, di agricoltura e pastorizia.

E’ decisamente bucolico come ambiente.

Qui incontriamo Segundo e Luz Maria, mangeremo con loro e abiteremo in una casetta, molto carina, costruita attigua alla loro, apposta per gli ospiti. Una bella stanza spaziosa con tre grandi letti, una anticamera e un bagno, acqua calda, luce, tutto ciò che puoi desiderare.
Segundo e Luz Maria hanno 4 belle figlie, stanno tutte studiando: due all’università e due al collegio. Tutte portano la lunga grossa treccia  corvina e sono vestiti con gli abiti tradizionali.  Sono orgogliosi della loro identità e tra loro parlano Quichua, con noi in spagnolo e ogni tanto noi parliamo, per il loro piacere, in italiano.
E’ Luz Maria che si occupa della casa, dei campi, degli animali. In casa si coglie una bella atmosfera di condivisione e collaborazione.
Il giro che facciamo al villaggio è piacevole, tra natura, verde, alberi, campi ed animali. Tutte le persone che ci incontrano ci salutano. Tutte!  Si respira una sensazione di calma, di pace, di tranquillità.
I servizi sociali non mancano, la comunità è composta da 270 persone e c’è comunque un asilo per bimbi da 6 mesi a 4 anni.  Siamo a 2200 mt di altitudine ma la temperatura non scende mai sotto ai 15 gradi.
E’ un po’ un paradiso, si trova una varietà notevole di cereali e frutta.
Una nota che ci risulta fastidiosa è quando verso le 17/18 la gente torna a casa e per strada è un abbaiare continuo dei tanti cani liberi che girano e sono una squarcio nel silenzio e nella pace che ci circonda.
A nanna presto domani sarà una giornata piena!

Già la colazione è un interessante inizio.
Uova in frittata con erbette varie.  Pane cucinato da Luz Maria, avena colada (avena acqua, cannella e frutta) tutto molto caldo e cucinato assieme, una zuppa deliziosa e super energetica. Si inizia andando al campo con le mucche e cane al seguito, il sole è già alto e picchia forte.

Alle 9 andiamo a visitare le bellezze intorno, si va a visitare la Laguna, il  lago sul cratere del vulcano a 3000 metri, siamo gli unici turisti, dobbiamo camminare lentamente perchè l’altitudine si fa sentire. Il paesaggio è incantevole, unico. Stradine sassose in mezzo a piante di frutta e quadrati di terreni lavorati a cereali e a patate.
Il colore blu del lago rispecchia la giornata tersa. Qui crescono delle piccole orchidee dai colori splendidi (come da noi crescono le margherite!!).

Dopo questa delizia andiamo ad un incontro un anziano “Curandero”.
La casa di due stanze,  in legno, pochissima luce,  pavimento di terra battuta. Ci aspetta, è come da “costume tipico” vestito tutto di bianco, o meglio quello che un giorno doveva essere bianco!! Il viso molto particolare,  segnato,  solchi profondi ma comunica serenità.
Ha circa 76 anni e da 30 pratica la Limpia. Cura le persone. Restiamo con lui un’ora.
Abbiamo in programma di andare a pranzo da una giovane del paese. Sempre per condividere la nostra breve visita con gli abitanti. La sua è una casa di recente costruzione, muratura e dentro c’è l’essenziale. Tavolo sedie, panca e niente più. Cemento come pavimento.
La prossima visita sarà ad una portera, quella che da noi è l’ostetrica.
Magdalena è una bella signora, contenta di farci partecipi della sua “arte”, è molto interessante ascoltarla mentre racconta delle varie erbe che coltiva e raccoglie nel suo giardino per fare tisane calmanti, antidolorifiche, per aiutare il bambino a nascere, per aiutare ad espellere la placenta, oppure piante che brucia e il fumo che emanano ottiene degli effetti benefici di vario tipo.
Da lei stiamo parecchio perchè ci fa anche una dimostrazione pratica con una ragazzina che si presta a fare da “attrice”.
Io sono affascinata da questa signora, così fiera e sicura e che mette la sua conoscenza a disposizione delle giovani donne, ragazze che si sposano spesso a 16 anni e !cominciano ad avere figli” già molto giovani.

Finite le giornate a Santa Barbara faccio anche la turista perchè  Cotacachi è conosciuta per la lavorazione della pelle e non si possono non visitare i negozi di borse e accessori vari, i prezzi sono decisamente buoni e la pelle lavorata è morbidissima. Farò felici parecchie mie amiche.

La prossima tappa del viaggio, dopo alcuni spostamenti tra bus e taxi collettivi, ripassando da Quito, sarà Salinas de Guaranda!
A presto

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